Siete voi che togliete la musica a Sanremo
Ieri sera Matteo Bordone mi ha stuprato.
È venuto a casa mia, abbiamo fatto da mangiare cinese, ha -come al solito- acceso il televisore e si è messo a guardare roba. Poi, me lo aveva detto sin dal primo pomeriggio, ha girato su Rai Uno e ha aspettato (via "Don Matteo" e "Tg1") che iniziasse Porta a Porta. Il mio televisore, in tre anni, non è mai stato sintonizzato su Rai Uno.
Abbiamo guardato tutto Porta a Porta con Morgan ospite. Abbiamo commentato tutto Porta a Porta su Friendfeed. Abbiamo urlato, ci siamo incazzati, abbiamo bestemmiato orrendamente. Lui si è divertito un casino, io poi ho vomitato dallo stress. Dice che lo faccio per farvi ridere, no: io ho vomitato dallo stress.
La trasmissione è durata circa due ore. In due ore ho assistito a sette adulti e un prete che facevano la ramanzina ad un quarantenne padre di una figlia di otto anni. Gli argomenti erano "ha sbagliato", "pentiti", "i giovani", "il percorso di riabilitazione". Il tutto infarcito di Dio. E di punizione pro espiazione.
Ieri sera ho assistito a cose tremende ben al di là del sopportabile. Alla morale cattolico fascita in bella mostra; al trionfo del "soffri, così poi sei uno migliore".
Marco Castoldi è stato lì, ha parlato, ha detto cose molto sensate, ha elaborato concetti altrui certe volte sorridendo, altre apprezzando, molte altre confutando seriamente ed efficacemente. Dando del bugiardo ai bugiardi, dell'ipocrita agli ipocriti e dello squalo agli squali e del drogato a se stesso.
Poi il ministro Meloni in assenza di ossigeno provò a chiosare che "nessuno vuole togliere la musica a Morgan privandolo di Sanremo" ma in realtà si è poi scontrata contro un tir a 300 chilometri orari contro mano che gli ha fatto eco dentro i microfoni della platea più squallida d'Europa: "siete voi che togliete la musica a Sanremo".
Siete voi, ha detto Morgan ad alta voce, che togliete la musica a Sanremo.
Game, set, fucking match.
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